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Tempo di Inshallah (mondo arabo)

"Verrò alla sua festa domani inshallah" in arabo significa "verrò se Dio lo permette", non "verrò sicuramente".

CompletaIncomprensione

Categoria : Rapporto con il tempoSottocategoria : ponctualiteLivello di fiducia : 3/5 (ipotesi documentata)Identificatore : e0205

Significato

Direzione dell'obiettivo : Tutte le promesse temporali sono subordinate alla volontà divina. "Inshallah" (se Dio vuole) qualifica qualsiasi intenzione futura; il tempo appartiene ad Allah, non ai mortali.

Significato interpretato : "Alle 20 inshallah" = chiusura di un contratto alle 20; inshallah = scusa per non onorare l'impegno; arrivare molto tardi è accettabile perché "Dio lo ha voluto".

Geografia dell'incomprensione

Neutrale

  • egypt
  • saudi-arabia
  • uae
  • qatar
  • kuwait
  • bahrain
  • oman
  • lebanon
  • syria
  • jordan
  • iraq
  • morocco
  • algeria
  • tunisia
  • libya

Non documentato

  • peuples-autochtones

1 Inshallah e il fatalismo teologico

Nel contesto arabo (Egitto, Arabia Saudita, Libano, Marocco, Iraq, ecc.), qualsiasi affermazione sul futuro è implicitamente accompagnata da un "inshallah" ("se Dio vuole") sul futuro è implicitamente accompagnata da un "inshallah" ("se Dio vuole"). Questa formula non è una clausola di uscita o una clausola di fuga; esprime una teologia del tempo esprime una teologia del tempo in cui il tempo non è a disposizione degli esseri umani. Il tempo appartiene ad Allah. Dicendo "Io alle 20.00 inshallah" non è una promessa legale, ma un'intenzione soggetta a forze superiori (Hall 1983, Lewis 1996) forze superiori (Hall 1983, Lewis 1996). Questo quadro ereditato dal Corano riflette un'idea di dove il presente è dato da Dio, il futuro è incerto e gli impegni umani sono secondari secondario.

2. Fraintendimento commerciale e legale

Per un imprenditore occidentale (in particolare americano o svizzero), "alle 20.00 inshallah" sembra una promessa vincolante: ora, luogo, data, obbligo una promessa vincolante: un'ora, un luogo, una data, un obbligo. Ma per un partner arabo, si tratta di un'intenzione condivisa soggetta a circostanze imprevedibili. Quando il fornitore egiziano arriva con 4 ore di ritardo ("c'era traffico, è la volontà di Dio"), la parte contraente non ha scelta è la volontà di Dio"), il contraente occidentale vede una violazione del contratto. Questa asimmetria genera ricorrenti disordini diplomatici (Oman & Borsuk 2015, rapporti HBR Middle East Rapporti HBR sul Medio Oriente 2010-2020).

3. Genesi religiosa e coranica

La base è teologica: il Corano (in particolare i versetti 18:23-24) ingiunge ai credenti di ricordare "inshallah" per tutte le promesse temporali di ricordare "inshallah" per tutte le promesse temporali. Questa ingiunzione ha plasmato le strutture linguistiche e le aspettative temporali delle civiltà arabe per 14 secoli. Il fatalismo (qadar) - l'idea che tutto sia scritto in anticipo da Dio - coesiste con con l'agentività umana; inshallah è la sua espressione linguistica.

4 Incidenti diplomatici documentati

5. Raccomandazioni pratiche

Incidenti documentati

Raccomandazioni pratiche

Per fare

  • - Accepter explicitement que « inshallah » qualifie toute promesse temporelle arabe. - Utiliser des contrats avec clauses de force majeure larges. - Employer un médiateur culturel pour les négociations critiques. - Interpréter les délais comme soumis à des circonstances imprévisibles.

Cosa evitare

  • - Ne pas traiter « inshallah » comme stratagème d'évitement. - Ne pas pénaliser un partenaire arabe pour retards qualifiés d'« acte de Dieu ». - Ne pas imposer une rigidité temporelle occidentale à négociations arabes. - Ne pas confondre inshallah avec manque de professionnalisme.

Alternative neutre

Specifichi per iscritto ("ci aspettiamo la consegna in [data], salvo imprevisti"); fissi delle tappe interne piuttosto che delle date esterne.

Fonti

  1. The Dance of Life
  2. When Cultures Collide